Torrefazione Sensoriale

Non sono mai stata un'amante del caffè, che ho sempre assunto più che altro come un "farmaco", quando sotto esame avevo bisogno di stare sveglia e reggere le ore di studio.
Poi, memore di una lettera scritta da un lettore di Vivimilano nella rubrica "il migliore caffè di Milano", ho provato quello della Torrefazione Sensoriale di via Cagliero 7.
Quando io e Mattia siamo entrati in questo Tempio del Caffè eravamo un po' in soggezione... come quando uno che ha sempre bevuto Tavernello mette piede in un'enoteca, per intenderci.
Eravamo sopraffatti da un aroma che non avevo mai sentito così ricco e potente e insieme imbarazzati dalla varietà della scelta.
I gestori, due ragazzi simpaticissimi e disponibili che meriterebbero un racconto a sé, ci sono venuti in aiuto con consigli e spiegazioni che riassumo di seguito.
Per ulteriori informazioni vi esorto a consultare il loro sito:
http://www.torrefazionesensoriale.com
Perché sto regalando a tutti il loro caffé per Natale?
DIFFERENZE OGGETTIVE E SOGGETTIVE
Sono più evidenti gustando il caffè espresso, meno invece in quello fatto in casa con la moka:
- innanzitutto all'olfatto: la potenza e la persistenza dell'aroma emanato dalla confezione ancora SIGILLATA è senza paragoni (celebre è la gag che Nicola e Dimitri fanno dal vivo, in cui ti fanno annusare prima il caffè "industriale" -hanno confezioni di tutte le marche, portate lì da gente che, dopo aver provato la Torrefazione Sensoriale, non riesce più a berli- e poi ... provare per credere!)
- al gusto: io non sono un'esperta, ma quello che ho notato subito è la mancaza della caratteristica acidità della quasi totalità dei caffè bevuti finora, acidità che mi ha sempre costretto ad allungarli con il latte pur di mascherarla; non so esprimere invece la ricchezza di sapori che perfino un profano può distinguere provando le diverse varietà
- effetti: non dà acidità di stomaco, non dà tachicardia e sto conducendo uno studio scientifico per confermare la mia netta impressione che non dia nemmeno dipendenza (vuoi entrare nel protocollo? ;-D)
Il perché di queste differenze sta nel diverso metodo di torrefazione ideato dai nostri paladini (quello che segue è quello che ho capito dalle loro spiegazioni, quindi non prendetelo come oro colato): mentre a livello industriale si "tosta" il caffè con una specie di enorme schiacciasassi rovente che "cuoce" anche la parte grassa che -come la pula del grano- circonda ogni chicco, i fratelli La Fiandra hanno inventato un metodo artigianale (che quindi implica una produzione molto più limitata) ad aria calda che "pulisce" i singoli chicchi dalla parte più esterna.
In questo modo non si innesca quel meccanismo di ossidazione responsabile degli"effetti indesiderati" e -a livello sensoriale. dell'acidità dei caffè industriali.
CONSIGLI:
COME "IGIENIZZARE" LA MOKA
- Mettere una fetta di limone nel serbatoio dell'acqua e una nel filtro
- Riempire d'acqua il serbatoio fino alla valvola
- Accendere il fuoco e tenerlo basso finché non esce tutta l'acqua
- Spegnere il fuoco e lasciar raffreddare
Procedere pulendo con spugnetta e acqua (giammai detersivo!): a seconda di quanti anni di caffè "industriale" erano passati, troverete più o meno sedimenti scuri in questa specie di "limonata".
COME CONSERVARE IL CAFFÈ
Il caffè ha una "vita" di un mese, passato il quale perde gradualmente le proprie caratteristiche organolettiche (uh, che paroloni! :-D).
Per rallentare il più possibile la volatilizzazione degli aromi, conservare il caffè macinato in un contenitore chiuso ermeticamente e in frigorifero.
COME FARE IL CAFFÈ
Innanzitutto usare acqua minerale: come per il the, cambia completamente il sapore della bevanda!
Poi i Coffee Brothers consigliano di non riempire mai completamente il filtro, ma lasciare mezzo centimetro vuoto per permettere al macinato di "gonfiersi", esprimendo al meglio tutto il suo aroma. E MAI e poi MAI "schiacciare" col chucchiaino il caffè nel filtro!
Eventualmente, per avere un caffè più "forte", mettere meno acqua.
L'ultima chicca che ho imparato riguarda il momento dell'ebollizione: appena terminato di uscire, prima che inizi a fare il classico rumore gorgogliante, togliere la moka dal fuoco e lasciare che "ribolla" (termine suggerito da Simo) in mano. Versare e servire immediatamente.
Buona degustazione e fateci sapere i commenti!!! :-)